Medicina interna veterinaria

 

L’ambulatorio veterinario Caputo Decarli considera fondamentale la medicina interna, branca della medicina molto complessa che si occupa di individuare e trattare patologie alle volte difficili da diagnosticare: tutto questo è possibile grazie al continuo aggiornamento attuato dai medici della struttura.

 

Si valuta lo stato di salute del paziente (sia esso cane, gatto; NAC o animali esotici) considerando sia gli aspetti fisici che quelli psicologici-caratteriali, analizzando sintomi e segni per arrivare ad una diagnosi diretta (cui segue una terapia mirata alla risoluzione del problema) o tramite l’ausilio di analisi e/o specialisti del settore.

 

Si effettuano:

• visite

• vaccinazioni

• esami del sangue eseguiti dalla struttura o da collaboratori esterni*

• visite dermatologiche di base

• visite ortopediche di base

• visite oculistiche di base

• test per patologie quali: FIV ( immunodeficienza felina ),FeLV ( leucemia felina ), filariosi cardiopolmonare, leishmania, giardia e malattie trasmesse da vettori ( zecche )

• primo soccorso animali domestici e da compagnia

• approccio alle patologie gastroenteriche ed epatiche

• approccio alle malattie del tratto uro-genitale con particolare attenzione alla prevenzione e terapia delle patologie renali (es. insufficienza renale)

• approccio alle malattie di origine ormonale

 

* Per esami più specifici, l’ambulatorio veterinario si avvale della collaborazione di laboratori esterni quali: Clinica Veterinaria San Marco, Idexx, AbLab, BiEsseA, CDV.

Malattie da vettori

(Tratto da: "S.O.S. pet 2. Storie di vampiri ed affini", L. Caputo, 2021, La Memoria del Mondo editore)

 

In parassitologia, per "vettori" si intendono tutti quegli organismi che permettono il trasferimento di un parassita (batterio, virus, fungo o protozoo) da un soggetto ad un altro. I vettori più comuni, in medicina veterinaria, sono : le pulci, le zecche, le zanzare ed i pappataci che a causa della loro innata capacità di adattamento, hanno causato un rapido incremento di malattie batteriche, protozoarie e virali in grado di provocare, ogni anno, milioni di vittime in tutto il mondo!

Dengue, malaria, febbre gialla e filariosi mietono 725 mila morti l'anno. L'organizzazione Mondiale della Sanità stima in 12 milioni i malati di leishmaniosi ed in 2,5 milioni i cani colpiti da questa malattia nel solo Vecchio Continente.

Effettuare, dunque, una corretta prevenzione sui nostri amici a "4 zampe" è utile non solo per evitare che gli animali si ammalino ma è anche motivo di benessere per l'essere umano.

Presso l'Ambulatorio Veterinario Caputo Decarli è possibile effettuare consulenze ed analisi mirate in grado di rilevare patogeni che colpiscono cani e gatti come la Filariosi cardiopolmonare, la Leishmaniosi, l'Ehrlichiosi, la Mycoplasmosi, la Babesiosi, l'Anaplasmosi e la Rickettsiosi. 

Filariosi cardiopolmonare

L’agente eziologico di questa grave patologia cronica che colpisce il sistema cardiovascolare di cane, volpe, lupo e gatto è Dirofilaria immitis, un nematode di colore biancastro con corpo lungo e sottile che si localizza nelle arterie polmonari. A dispetto del nome, il quadro clinico della malattia è primariamente polmonare e solo secondariamente può coinvolgere il cuore a seguito dell’ipertensione polmonare, sviluppando un’insufficienza cardiaca congestizia destra. Il cane tollera bene questa infestazione per mesi o anni ed il primo sintomo che si riscontra è la tosse espressione dell’infiammazione vascolare persistente. Con il progredire della malattia è possibile osservare tachipnea e sincopi durante l’esercizio fisico dell’animale, emottisi, sindrome della vena cava, insufficienza cardiaca congestizia destra.

Nel momento in cui il gatto viene infestato dalle forme larvali di D immitis queste vanno a localizzarsi a livello delle arterie polmonari: la maggior parte delle forme immature muoiono mentre quelle che sopravvivono, scatenano una forte risposta immunitaria che causa la HARD (Heartworm Associated Respiratory Disease) con sintomi quali tosse, dispnea, sincopi e vomito cronico (non correlato all’assunzione di cibo talvolta può essere l’unico segno presente) (Venco L. e Traversa D., 2021).

gatti che si lasciano alle spalle l’HARD possono sviluppare forme respiratorie croniche scambiate spesso per asma felino.

La morte dell’infestante adulto può causare il decesso (20% dei casi) del gatto parassitato. Tutte le zanzare sono possibili vettori della filariosi cardiopolmonare. 

 

Leishmaniosi

Malattia zoonosica causata dal protozoo Leishmania infantum trasmessa dalla puntura di artropodi del genere Phlebotomus. 

Nella specie canina la leishmaniosi è conosciuta come la grande imitatricefronte di sintomi, spesso aspecifici e vaghi, simili ad altre patologie come dermatiti perioculari (cane “con gli occhiali”), alopecie simmetriche non pruriginose, presenza di lesioni nodulari o ulcerative a carico della cute, aumento della forfora, alterazioni oculari (30% dei pazienti), epistassi, aumento di volume dei linfonodi e tumefazioni articolari. I casi clinici di leishmaniosi felina sono rari (il 50% dei soggetti presenta

coinfezioni quali Fiv e/o FeLV, G. Oliva, 2021). La leishmaniosi in ambito umano è estremamente diffusa.

 

Tra le "flea borne diseases" (malattie trasmesse da pulci) ricordiamo: 

  • Anemia infettiva felina: causata da un batterio Gram negativo chiamato Mycoplasma haemofelis, ex Haemobartonella felis, in grado di causare anemia per emolisi (distruzione prematura dei globuli rossi con rottura della loro membrana e passaggio dell’emoglobina nel torrente circolatorio) con seguente pallore mucosale, riduzione dell’appetito, disidratazione, letargia, ottundimento del sensorio e perdita di peso. 
  • Bartonellosi felina o malattia da graffio di gatto: è una zoonosi (detto di qualsiasi malattia infettiva che può essere trasmessa dagli animali all’uomo, direttamente o indirettamente) causata da un batterio gram negativo. Il meccanismo di trasmissione non è del tutto chiarito, anche se fondamentale è il contatto con le feci di pulci infette. Le infezioni umane sono causate da graffi e morsi di gatti infetti. Infatti, la cavità orale e le unghie dei gatti possono essere contaminate durante l’attività di pulizia (grooming) dalle feci di pulci infette e le ferite rappresentano la via d’entrata per l’ospite umano. 
  • Rickettsiosi felina: il patogeno è Rickettsia felis, Gram negativo che nel gatto spesso non causa sintomi (possibile linfoadenomegalia con assenza di febbre) mentre nell’essere umano induce la “Flea Borne Spotted Fever” in grado di provocare febbre e sintomi aspecifici simil-influenzali associati ad escare cutanee. La mortalità è bassa ed i soggetti più a rischio sono quelli immunodepressi. La trasmissione avverrebbe tramite il passaggio di feci di pulci infette attraverso lesioni di cute e/o mucose. 
  • Peste: causata da Yersinia pestis, gram negativo che può sopravvivere da varie settimane a mesi in materiale organico come le carcasse infette. Nell’uomo troviamo 3 forme cliniche di peste: la bubbonica, la più comune e probabilmente la meno letale, quella setticemica ed infine la polmonare.

 

Le "tick borne diseases" (malattie trasmesse da zecche) sono più comuni nel cane rispetto al gatto. Ricordiamo:

  1. Ehrlichiosi ed Anaplasmosi: nel cane la sintomatologia (febbre, anoressia, letargia, aumento delle dimensioni dei linfonodi, epistassi, riduzione del numero delle piastrine circolanti, anomala tendenza a sanguinare) delle due malattie è simile, con la differenza che l'Anaplasmosi è spesso "self-limiting". Ehrlichia canis (così come Babesia spp) è spesso associata a Leishmania infantum: ciò causa una riduzione dell'aspettativa di vita dell'animale co-infetto. Nel gatto queste 2 patologie sono descritte solo occasionalmente. 
  2. Borreliosi: nel cane le infezioni sono spesso subcliniche sebbene si possano rilevare segni quali zoppia, febbre, proteinuria, aumento di volume dei linfonodi. Raramente si riscontra nel gatto. Nell'essere umano (Borrelia burgdorferi) la malattia di Lyme determina come primo segno un eritema migrante (75% dei pazienti) ad “occhio di bue” seguito da sintomi aspecifici (malessere, spossatezza, febbre, dolori muscolari…), alterazioni neurologiche, disturbi dell’umore, del sonno, danni alle articolazioni, in particolar modo alle ginocchia che appaiono tumefatte.
  3. Babesiosi: è una malattia infettiva causata da un protozoo del genere Babesia, capace di parassitare gli eritrociti dei mammiferi. L’anemia emolitica (associata alla presenza di urine “scure” e trombocitopenia) è la manifestazione clinica prevalente nella specie canina. Nel gatto questa malattia è poco frequente.
  4. Hepatozoonosi: insieme alla Cytauxzoonosi è la malattia da vettori emergente nel gatto. Come per la specie canina, il felino contrae l’infezione ingerendo zecche dure (ixodidi) contenenti i protozoi. Hepatozoon felis causa spesso infezioni subcliniche (detto di ogni fenomeno patologico che non si manifesta con segni o sintomi obiettivi). Nel cane Hepatozoon canis abbiamo perdita di peso, dolorabilità muscolare, febbre, linfoadenopatia, pallore mucosale, epistassi, vomito e diarrea.
  5. Rickettsiosi (Rickettsia conorii): nel cane si possono riscontrare zoppia, riduzione del numero di piastrine ed albumine sieriche (proteine del sangue), dolori muscolari ed articolari. In questa specie, ad un'alta siero reattività (utilizzata  per evidenziare la presenza del patogeno) spesso corrisponde una scarsa patogenicità del batterio (G. Oliva, 2022). Non è mai stata descritta clinicamente la malattia nella specie felina. Rickettsia conorii determina la "febbre bottonosa del Mediterraneo ”(Mediterranean Spotted Fever) nell ’essere umano causa di una sindrome simil influenzale con esantema maculopapulare che compare 3-5 giorni dopo l’esordio febbrile, potenzialmente fatale nel caso subentrino vasculiti (processo infiammatorio a carico dei vasi sanguigni) ed insufficienza multi-organo.