Processionaria dei pini e delle querce

                                                 

  (   Thaumetopoea pityocampa  )

( a cura del dott. Caputo Luca )

                                                                           

Sono  bruchi lunghi da 1 a 3 cm che infestano campi e pascoli nei primi periodi di temperatura mite dell'anno, indicativamente a marzo e ad aprile; in questo periodo infatti si spostano in “processione” ( da qui il loro nome)  per lasciare i loro nidi, molto facili da riconoscere essendo dei grossi bozzoli bianchi dall'aspetto soffice che possono raggiungere anche i 30-40 cm di diametro.

 

Ciclo : le farfalle emergono dal terreno nel mese di luglio-agosto per deporre un “ammasso” di circa 300 uova (eggs processionary moth) che viene fissato ad un albero o alle sue foglie. Dopo 4 settimane nascono i bruchi (caterpillars) che cominciano a nutrirsi di foglie fino a spogliare completamente l’albero. A questo punto i “caterpillars” cominciano a spostarsi in “fila indiana” alla ricerca di nuovo cibo. Verso ottobre formano un nido “sericeo” (ovvero che ricorda la consistenza della seta) per affrontare il rigido inverno ed attivarsi nuovamente in primavera ( in questo periodo la dose di tossine è massima poiché le larve allo stadio L5 sono provviste di un elevato numero di peli urticanti)  per poi interrarsi e trasformarsi in innocue farfalle notturne (moths).

Modalità di intossicazione: ingestione bruchi, contatto ed inalazione peli urticanti.

Specie più colpite : gli animali domestici.

Tossicità: i peli della processionaria allo stadio larvale ( bruco )  agiscono da aghi invisibili che iniettano sostanze tossiche ad attività istamino-simili ( l’istamina è coinvolta nella risposta infiammatoria) ed allergizzante.

 

Sintomi: nei pets, 2-3 ore dopo il contatto con la mucosa orale, si avrà ptialismo (aumento della secrezione salivare ), prurito, vomito rapidamente sostituiti da stomatite, glossite, faringite, papule-vescicole linguali, edema facciale, ematomi,  ulcerazioni fino a necrosi del cavo orale e della lingua, eventuale ipertermia, shock anafilattico.

 Il contatto cutaneo ed oculare determina rispettivamente un eritema molto intenso ed una gravissima congiuntivite,  mentre l’inalazione dei peli urticanti causa: rinite, tosse, dispnea e bronchite

Trattamento (sintomatico a carico del veterinario).

-              Se le larve vengono ingerite, somministrare un gastroprotettore (++ sucralfato).

-              Per le lesioni buccali: risciacquare la cavità orale con acqua fredda e/o soluzione alcalina (bicarbonato) essendo la                        tossina sensibile ad un pH basico. Evitare sfregamenti: meglio applicare una garza umida o una striscia adesiva per                    rimuovere i peli urticanti.

 

-              Terapia del dolore: utilizzare morfina o morfino-simili.