Avvelenamento da xilitolo nel cane

Lo xilitolo è un alditolo estratto dalla betulla, fragola, lampone, prugna e grano. Viene utilizzato come dolcificante ed additivo alimentare ( identificato dal codice E967 ) in marmellate, gelatine, chewing gum, caramelle, alcuni dessert, colluttori. Per il momento i cani sono l’ unica specie in cui è stato segnalato questo tipo di avvelenamento: è molto probabile, però, che anche gatti e furetti possano intossicarsi in caso di assunzione orale di questa sostanza.

Anamnesi. Questo alditolo , una volta ingerito, è assorbito molto velocemente dalla mucosa gastroenterica: ciò determina dopo 10-60 minuti dall’ assunzione, un potente e rapido rilascio di insulina ( dose dipendente ) da parte del pancreas endocrino ( isole del Langerhans ) con conseguente ipoglicemia ( leggi: riduzione della glicemia) potenzialmente mortale se non trattata adeguatamente ( FDA, Food and Drug Administration ).

Nel cane, dosi superiori a 75-100 mg/kg provocano ipoglicemia spinta mentre dosi maggiori di 500 mg/kg causano una grave insufficienza epatica. 

Sintomi: possono comparire entro 20-30 minuti dall’ ingestione del tossico oppure 12-24 ore dopo, se lo xilitolo è contenuto in “substrati” che ne rallentano l’ assorbimento ( per es. le gomme da masticare ). Vomito , debolezza, presenza di movimenti scoordinati, tremori, convulsioni, coma e morte del soggetto sono i segnali più  evidenti, ma non patognomonici ( ovvero di sintomi caratteristici al punto da permettere la diagnosi certa ), di un avvelenamento di questo tipo. In caso di interessamento epatico ( già 8-12 ore dopo l’ ingestione si riscontra un innalzamento dei valori degli enzimi epatici ), si osservano: ittero, ottundimento del sensorio, coagulopatie, trombocitopenia ( carenza di piastrine ), ed iperfosfatemia ( fattore prognostico negativo ).

Terapia ( a carico del veterinario). 

 

  • Induzione dell’ emesi entro 10 oppure 180 minuti dall’ assunzione dello xenobiotico ( leggi: veleno): ciò dipende se lo xilitolo è contenuto in “substrati “ oppure no.
  •  Adsorbenti.
  •  Boli di destrosio per via endovenosa ( per tamponare l’ ipoglicemia ) fino a normalizzazione della glicemia che può avvenire anche dopo 24 ore. I boli vanno effettuati anche in cani normoglicemici ma che abbiano assorbito più di 500 mg/kg di tossico.
  •  Epatoprotettori.