S.O.S. animali domestici, seconda parte

S.O.S. animali domestici

Seconda parte  

Intervista (06/02/2022) fatta dalla dott.ssa Clementi Nadia al dott. Caputo Luca per "L'Adigetto", quotidiano di opinione virtuale. I disegni riportati nell'articolo sono sotto copyright (2020): l'uso improprio sarà punito a norma di legge. Copertina del manuale "S.O.S. pet 2: storie di vampiri ed affini" a cura di Fulvio Bernardini (Fulber). 

Dottor Caputo, nel secondo libro «S.O.S. pet 2. Storie di vampiri ed affini», affronta tematiche correlate alle principali malattie trasmesse da vettori come ad esempio pulci, zecche e zanzare, ci può illustrare?

"Le malattie trasmesse da vettori sono ampiamente sottovalutate e sicuramente poco pubblicizzate dai media. Dengue, malaria, chikungunya, zika, febbre gialla e filariosi mietono 725 mila morti l'anno mentre la borreliosi di Lyme colpisce ogni anno almeno 85mila persone nella sola Europa.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima in 12 milioni i malati di leishmaniosi ed in 2,5 milioni i cani colpiti da questa malattia nel Vecchio Continente. I cambiamenti climatici in atto stanno riducendo le zone con vegetazione rigogliosa popolate da un gran numero di roditori, cervidi, felidi, mustelidi, rettili, uccelli, tutti possibili serbatoi per infestazioni parassitarie, costringendo pulci, zecche, zanzare e flebotomi ad una convivenza forzata con gli umani: in tal modo, questi vampiri a 6 e 8 zampe, saranno costretti a colonizzare sempre più frequentemente aree urbane e periurbane (giardini, parchi giochi, aree verdi…) e variare la tipologia dei propri ospiti divenendo di fatto creature sinantropiche (aggettivo indicante esseri che vivono a stretto contatto con l’uomo). Dati (per difetto) alla mano ciò che stiamo vivendo è un’emergenza sanitaria senza pari, decisamente superiore a quella causata dal Covid 19.

Spero dunque che "S.O.S. pet 2. Storie di vampiri e affini" possa essere un valido mezzo cartaceo per tutti coloro che volessero conoscere patologie poco diagnosticate ma con un importante impatto sulla salute di esseri umani ed animali domestici. Non solo: il manuale illustra anche la struttura (morfologia) ed il ciclo vitale di questi antichissimi succhiasangue (presenti già al tempo dei dinosauri) facendo chiarezza su alcuni falsi miti.
Molti proprietari di pets sono convinti ancora oggi che pulci e zecche risiedano principalmente su cani e gatti: niente di più sbagliato! Basti pensare che, per quanto riguarda i sifonatteri (leggi: pulci), solo il 5% (forma adulta) vive permanentemente sui mammiferi ospiti mentre il 95% (uova, larve, pupe) è disseminato nell’ambiente, vero ricettacolo di queste fastidiose creature prive di ali!
La vittima del morso di zecca non si accorge del prelievo non autorizzato in corso poichè questi artropodi posseggono i pulvilli, cuscinetti posti alle estremità degli arti che rendono impercettibile il loro passaggio sul malcapitato, e producono sostanze anestetiche che vengono emesse durante il pasto di sangue. Strategie degne del più letale dei vampiri: sì, letale, perché questi parassiti immettono, mediante il rigurgito, sostanze tossiche, batteri e virus nel torrente circolatorio di animali ed esseri umani con possibili gravi ripercussioni sulla salute dei soggetti colpiti. Attribuire la sensazione di prurito alla presenza di una zecca è, dunque, un’affermazione priva di fondamento!

Alla stesura del libro (durata 4 anni), 126 pagine a colori con oltre 50 illustrazioni (tutte eseguite dal sottoscritto) e schemi esplicativi, hanno partecipato professori di fama mondiale (Gaetano Oliva e Donato Traversa) ai quali va il mio profondo ringraziamento. Prefazione del dott. Marco Bravi, Presidente del Consiglio Nazionale di ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), Responsabile della Comunicazione e dello Sviluppo.
Il mio sogno è quello di rendere fruibili a chiunque, argomenti della veterinaria, usando un linguaggio sobrio ma sempre pervaso da rigore scientifico. Spero di esserci riuscito con entrambe le opere. La conoscenza in qualsiasi ambito e settore non può e non deve essere una prerogativa di “pochi”...»

 

Quali sono gli insetti e i ragni più pericolosi per gli animali domestici? Quali patologie possono trasmettere le zecche all’essere umano?
"Il ragno violino (Loxosceles rufescens) e la vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus, conosciuta anche come malmignatta) sono i 2 ragni più "pericolosi" per animali ed esseri umani presenti nella nostra penisola: il primo si riscontra in tutta Italia mentre la malmignatta è diffusa maggiormente al centro ed al sud.
Ho volontariamente scritto tra virgolette l’aggettivo pericolosi poiché entrambi gli aracnidi hanno un’indole schiva e attaccano solo se disturbati o qualora si sentissero minacciati. 

 Il ragno violino è responsabile del cosiddetto loxoscelismo: al morso, inizialmente non doloroso, fanno seguito, 2-12 ore dopo, gonfiore e necrosi tessutale superficiale. La ferita guarisce molto lentamente (settimane o mesi) lasciando una cicatrice delle dimensioni di una piccola moneta. Raramente causa una forma viscerocutanea simile a quella indotta dal veleno iniettato dalle zanne del crotalo: in questo caso si riscontrano sintomi quali piressia, artromialgie, debolezza, vomito, convulsioni e possibile insufficienza renale acuta.

La malmignatta, facilmente riconoscibile per l’addome globoso e nero con 13 caratteristiche macchie rosse (non sempre presenti), possiede un veleno di tipo neurotossico.
«La gravità dei sintomi causati dal morso della vedova nera mediterranea dipende dalla quantità di tossine iniettate, dalle condizioni di salute e dall’eventuale ipersensibilità del soggetto colpito. Il morso non è immediatamente doloroso ma successivamente, nell’uomo, può provocare: nausea, vomito, febbre, dolori addominali, debolezza (può perdurare anche per settimane), perdita dei sensi e, raramente, morte per shock anafilattico.
I felini sono gli animali più sensibili e gli effetti letali, in questa specie, non sembrano essere così infrequenti; la morte è spesso preceduta da agitazione, dolori muscolari, salivazione e paralisi.

I peli urticanti delle forme larvali di processionaria nei domestici possono essere estremamente pericolosi perché a contatto con le mucose orali inducono un imponente processo infiammatorio fino a necrosi delle stesse, con possibile interessamento anche della lingua. L’inalazione dei peli di questo lepidottero da parte di bambini e adulti può indurre bronchiti anche gravi mentre il contatto edema e dermatiti.

Tra le malattie batteriche più importanti trasmesse da zecche (TBD) all’uomo troviamo la febbre bottonosa del Mediterraneo, la malattia di Lyme e l'Ehrlichiosi.
La febbre bottonosa del Mediterraneo, veicolata per lo più da Rhipicephalus sanguineus, conosciuta come zecca bruna del cane, è causa di una sindrome simil-influenzale con esantema (eruzione cutanea caratterizzata dalla comparsa, su aree estese, di macchie rosse irregolari) che compare 3-5 giorni dopo l’esordio febbrile, potenzialmente mortale nel caso subentrino vasculiti (processo infiammatorio a carico dei vasi sanguigni) ed insufficienza multi organo.

La malattia di Lyme, dovuta a batteri del genere Borrelia, è sottodiagnosticata in Italia ma ben conosciuta in America, tanto da essere definita dal New York Times come la patologia infettiva che si diffonde più rapidamente negli USA dopo l’AIDS! Come primo segno troviamo un eritema migrante (75% dei pazienti) a occhio di bue seguito da sintomi aspecifici (malessere, spossatezza, febbre, dolori muscolari…), alterazioni neurologiche (15% dei soggetti colpiti: esempio tipico è la paralisi di Bell che colpisce unilateralmente il nervo facciale ), lesioni cardiache (8%), disturbi dell’umore, del sonno, danni alle articolazioni, in particolar modo alle ginocchia che appaiono tumefatte (in maniera intermittente) e dolenti.

Le manifestazioni cliniche dell’Ehrlichiosi e dell’Anaplasmosi sono simili, compaiono improvvisamente, solitamente 12 giorni dopo la puntura della zecca, ed Includono: cefalea, febbre, brividi, mialgia, debolezza, nausea e/o vomito, tosse, e malessere generale. Le infezioni più gravi si riscontrano nei soggetti il cui sistema immunitario è compromesso (esempi: l’infezione da virus dell’immunodeficienza umana oppure l’utilizzo di farmaci come i corticosteroidi).»

Perché ha scelto l’artista Fulvio Bernardini (Fulber) stimato fumettista Trentino per l’illustrazione di copertina?
«Dopo aver disegnato personalmente la prima e la quarta di copertina del primo manuale (S.O.S. pet. Come trattare un animale avvelenato: primo soccorso), non riuscivo a trovare qualcosa di accattivante per il secondo libro S.O.S. pet 2. Storie di vampiri ed affini): pensai, allora, di rivolgermi a Fulvio Bernardini, amico di vecchia data (...ogni tanto, scherzosamente mi dà della vecchia ciabatta...) e bravissimo illustratore.
Ricordo ancora le direttive che dispensavo via cavo sul numero corretto delle zampe di pulci e zecche, le posizioni dei personaggi ed il fondale con il castello di Dracula. Fulvio ha recepito subito l’idea che volevo dare e, nonostante abbia tentato in più di un’occasione di strozzarmi per telefono (per fortuna siamo lontani diversi chilometri: io abito nell’hinterland milanese lui a Trento), la prima di copertina ha preso pian piano forma: il risultato è sotto gli occhi di tutti. Unico appunto: il lieve acufene dal sentore trentino che percepisco ancora oggi quando penso al buon Fulvio…»

Visto il momento, la domanda è d’obbligo, il coronavirus è pericoloso per i nostri amici a 4 zampe? Se una persona è contagiata deve evitare il contatto con gli animali domestici?
«L’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) e L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) affermano che non esiste alcuna evidenza scientifica che gli animali domestici giochino un ruolo epidemiologico nella diffusione del virus Covid-19 che riconosce il contagio interumano come la via principale di trasmissione. Fino ad ora sono noti solo pochi casi in cui un animale da compagnia sia stato infettato da esseri umani, tra cui due cani a Hong Kong e due gatti in Belgio.
Le persone infette o nelle quali si sospetta l’infezione da SARS-CoV-2 devono evitare il più possibile il contatto ravvicinato con il proprio animale e adottare buone pratiche igieniche (ad es. mantenersi a distanza dagli animali domestici, lavarsi le mani frequentemente, evitare di toccarsi il volto, indossare una mascherina).
Gli animali appartenenti a proprietari nei quali si sospetta l’infezione da SARS-CoV-2 devono ridurre al minimo i contatti con persone o altri animali ed essere tenuti in casa presso le famiglie… non pregiudicandone in alcun caso il benessere, e per una durata pari all’isolamento raccomandato per l’uomo (fonte: Commissione europea). Ovviamente è necessario usare, come in ogni frangente, un pò di grano salis...»

Infine, lei possiede degli animali da compagnia, se sì come si chiamano e che rapporto ha con loro?
«Non possiedo animali: sono loro che hanno adottato me! Ho Cicia Agata, 2 gatti che sono diventati i pilastri dell’ambulatorio, spesso rappresentati graficamente nei miei due libri. Inutile dire che amo entrambi alla follia! Spesso mi fanno compagnia accovacciandosi sulla scrivania tra una visita e l’altra.
Nel 2015 sono divenuti i protagonisti dell’immagine di copertina, in stile cartoon, di un calendario riguardante i gatti abbandonati: quell’anno fu record di vendite! Se volete un amico peloso che vi riscaldi il cuore, recatevi in un canile o gattile, troverete sicuramente un compagno/a per la vita ed un angelo a 4 zampe che veglierà costantemente su di voi!»