Piante da interno velenose per cani e gatti

Piante ornamentali da appartamento tossiche per cani e gatti

(Articolo scritto dal dott. Caputo Luca per il portale "Animalidacompagnia.it", gennaio 2022. Disegno di Luca Caputo)

Il Covid non ha modificato solo le abitudini degli italiani ma ha incentivato anche tutti quegli hobby che possono essere svolti tranquillamente tra le mura domestiche: la cura delle piante ornamentali  è uno di questi “passatempi” molto in voga in questo periodo di pandemia.

Passare il proprio tempo dilettandosi a potare, interrare e curare vegetali può essere uno svago 

rilassante per trascorrere qualche ora in maniera armoniosa: c’è però un “ma”!

Molte piante contengono principi attivi tossici più o meno pericolosi per i nostri amati amici a 4 zampe: è necessario, quindi, essere ben informati (chiedendo al venditore, leggendo riviste o libri specializzati o meglio ancora interpellando il proprio veterinario) riguardo la nostra nuova “distrazione” prima di introdurla in casa.

 

Sapere che l’animale ha ingerito una pianta “verde” (..!..) o dover ascoltare la descrizione delle striature delle foglie o del colore del fiore, serve davvero poco al professionista: è bene ricordare che il veterinario non è né un botanico né un indovino!

Anche l’arbusto apparentemente più innocuo può in realtà avere ripercussioni gravi sulla salute del nostro pet, basti pensare che la comunissima stella di Natale (Euphorbia pulcherrima nota anche come Poinsettia) può dare, se ingerita qualsiasi parte della pianta, problemi cardiaci, così come l’azalea, il rododendro, il mughetto ed il narciso.

La calancola (Kalanchoe blossfeldiana) ed il bulbo del ciclamino provocano soprattutto vomito e diarrea anche di una certa entità (dose dipendente).

 

Chi possiede un gatto non dovrebbe mai avere in appartamento tulipani e gigli, Liliacee in grado di indurre in poche ore, semplicemente con l’inalazione del polline, una grave insufficienza renale nella specie felina.

Il contatto della linfa e l’ingestione di Philodendron (filodendro), Dieffenbachia, Monstera, Alocasia (detta “orecchio d’elefante”), Anthurium, Photos possono causare: lacrimazione, infiammazione delle mucose buccali e della lingua (glossite), ipersalivazione, vomito, diarrea, coliche, grave dispnea respiratoria.

Nel gatto, che risulta essere la specie più sensibile, è possibile riscontrare tremori, convulsioni, coma e morte mentre l’intossicazione nel cane ha un’evoluzione lenta ma favorevole (8-10 giorni).

La Dracaena ("tronchetto della felicità"), presente in molte case italiane, ha la capacità di "ripulire" l'aria dal benzene rilasciato dal fumo delle sigarette e dal toluene usato come solvente. L'assunzione, però, delle foglie da parte dei nostri pet può determinare debolezza, depressione del sensorio, aumento della salivazione, vomito, diarrea e perdita dell'appetito.

Facciamo dunque nostro il detto di Socrate che recita: “esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l'ignoranza.” 

Bibliografia

 

  • Caputo L. (2020), S.O.S. pet come trattare un animale avvelenato: primo soccorso. Manuale pratico per proprietari di cani e gatti; La Memoria del Mondo editore.
  • Fowler M. E. (1992): Avvelenamenti da sostanze di origine vegetale nella clinica dei piccoli animali; Edizioni Scivac.
  • Gfeller Roger W., Shawn P. Messonnier (2005): Tossicologia ed avvelenamenti nei piccoli animali; Poletto Editore.
  • Gupta Ramesh C. (2012), Veterinary toxicology: basic and clinical principles; Academic Press.
  • Michael E. Petersen, Patricia A. Talcott (2013): Small animal toxicology, third edition; Elsevier H. Sciences.
  • Severino L., Russo R. (2007): Piante ornamentali pericolose per cani e gatti; Summa animali da compagnia, Anno 24 n. 2, Point Veterinarie Italie, Ed. Veterinarie Agrozootecniche.
  •  Wikipedia. 

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