Cibi tossici per cani e gatti

Alimenti commestibili per gli esseri umani ma tossici per cani e gatti

(Articolo scritto dal dott. Caputo Luca per il portale "Animalidacompagnia.it", 16 luglio 2021. Disegno di Luca Caputo)

Cani e gatti all’ora di pranzo e cena sono spesso una presenza fissa ai piedi del tavolo: resistere a quegli occhioni imploranti o ai loro lamenti insistenti è quasi impossibile! Questa cattiva abitudine, però, può causare seri problemi ai nostri animali. Alcuni esempi? Prezzemolo, scalogno, porro  e cipolla possono indurre anemia emolitica (ovvero anemia causata dalla “rottura” dei globuli rossi) nei domestici la cui gravità dipende dalla quantità ingerita e dalla specie (il gatto è l’animale più sensibile a questo tipo tipo di avvelenamento). L'assunzione di cioccolato fondente durante il periodo pasquale (e non solo…) è, ogni anno, causa di visita urgente dal veterinario che spesso riscontra sintomi quali iniziale stato di  ipereccitabilità, tremori, tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), rialzo della temperatura corporea cui seguono bradicardia (riduzione della frequenza cardiaca), convulsioni, incontinenza urinaria e possibile morte del soggetto intossicato. Il lievito trova, nello stomaco del nostro amico a 4 zampe, un ambiente ideale in cui fermentare ingenerando, così, dilatazione gastrica e produzione di notevole quantità di etanolo che, rapidamente assorbito, determina depressione del sistema nervoso centrale, ipotermia e convulsioni. Lo xilitolo, presente in tante gomme da masticare, caramelle, marmellate e gelatine, per dosi superiori a 0,1 gr/kg provoca nel cane ipoglicemia (riduzione della concentrazione di glucosio nel sangue) spinta mentre dosi maggiori di 0,5 gr/kg causano una grave insufficienza epatica. L’assunzione di elevate quantità di uva  ed avocado può procurare a “Fido” seri problemi: il frutto tanto caro a Bacco può determinare una grave forma di insufficienza renale mentre la Persea ha ripercussioni sul tratto gastroenterico con vomito, diarrea, coliche e dolori addominali. 

La vitamina A (conosciuta anche come “retinolo”) è essenziale per il benessere del gatto, favorendone una crescita armoniosa e supportando l’apparato visivo ed il sistema immunitario. Un apporto esagerato (ipervitaminosi A) di retinolo con la dieta, però, può provocare una grave intossicazione: un esempio tipico è la somministrazione smodata di fegato e uova in grado di produrre, nel nostro amatissimo micio,  alterazioni peculiari a carico della struttura scheletrica (vengono colpite soprattutto le vertebre cervicali e gli arti anteriori ove è possibile notare rigidità articolare e deformità ossee), degli occhi (proptosi ovvero protrusione del bulbo), dell’apparato gastroenterico (anoressia, dimagramento, stipsi) e del sistema nervoso centrale (profondo abbattimento, letargia). 

Le noci di macadamia dal sapore dolce e delicato, sono utilizzate per preparare snack, torte, gelati e torroni oppure per accompagnare secondi di carne. La dose tossica per i nostri pets sembra essere di 2,4 grammi di noci/chilo di peso vivo: sintomi come debolezza soprattutto a carico del treno posteriore, zoppia,  vomito, dolore addominale, abbattimento, tremori, ipertermia, cominciano a manifestarsi 12 ore  dopo l’assunzione di questi semi. Spesso, questo tipo di avvelenamento si risolve spontaneamente nel giro di 24-48 ore: alle volte, invece, è necessaria una terapia medica. Il consiglio è quello di far visitare comunque gli animali per evitare sequele indesiderate. 

Il luppolo (fiore e pianta) è estremamente dannoso per per i nostri animali domestici:  a seconda della dose ingerita, della razza e della specie colpita, è possibile avere gravissimi rialzi della temperatura corporea che possono causare convulsioni e morte del soggetto. Doberman, Greyhound, Labrador Retriever, Pointer e Springer Spaniel sembrano le razze più sensibili a questo tipo di xenobiotico. E’ buona norma, dunque, evitare di far assaggiare, a  cani e gatti, la birra, soprattutto se possiede elevate concentrazioni di luppolo. Prodotti a base di cocco, se dati a dosi eccessive possono creare disturbi gastrointestinali (vomito e diarrea).

Il latte ed i latticini che consumiamo abitualmente non sono tossici ma se somministrati ai pets possono indurre problemi di intolleranza alimentare (diarrea profusa) poichè contengono lattosio, naturalmente presente nel colostro materno, digerito dai cuccioli che possiedono un enzima chiamato lattasi in grado di degradare questo zucchero: con lo svezzamento la produzione di questo enzima si riduce e con essa la capacità di assimilare i prodotti caseari, latte incluso. Prima di dare cibo “extra” al nostro amico a 4 zampe sarà bene consultare  il veterinario di fiducia perchè, come visto, non sempre “il cibo gradito è meglio digerito”!

Fonti

- “S.O.S. pet come trattare un animale avvelenato: primo soccorso. Manuale pratico per proprietari di cani e gatti”, L. Caputo, editore: La Memoria del Mondo, 2020.

- "Veterinary toxicology", Ramesh C. Gupta, Academic Press, 2018. 

- "Tossicologia ed avvelenamenti nei piccoli animali", R. W. Gfeller, Shawn P. Messonier, Poletto, 2005.

 

Scrivi commento

Commenti: 0