Cosa fare nel caso in cui cani o gatti vengano morsi da una vipera?

Morso di vipera: come aiutare il nostro amico a 4 zampe?

 (Tratto da: "Avvelenamenti da piante tossiche, punture di insetti, morsi di ragni e vipere", Caputo Luca, 2018, prima edizione)

 

 

Impedire al cane o al gatto di muoversi, così da rallentare la diffusione (favorita dalla contrazione muscolare) del veleno ed immobilizzare la parte interessata con un bendaggio non troppo stretto a monte del morso: fare in modo che possa passare un dito tra la fasciatura e la cute del pet poiché lo scopo non è quello di bloccare la circolazione sanguigna, bensì quella linfatica che veicola il veleno. Non lasciare “in situ il bendaggio per più di 2 ore.

  • Recarsi il più velocemente possibile in un centro (ambulatorio o clinica) per le emergenze avvertendo telefonicamente il veterinario dell’accaduto così che possa prepararsi adeguatamente per soccorrere l’animale morso.
  • Disinfettare il morso con acqua ossigenata.
  • Controversa l'applicazione di ghiaccio sulla parte lesa: nulla depone a favore o a sfavore di tale soluzione.
  • Evitare: disinfettanti a base di alcool, poiché quest’ultimo aumenta la tossicità del veleno, lacci emostatici (rischio di necrosi dell’arto), l’incisione della ferita (possibile ulteriore infezione della parte colpita) e l’aspirazione del veleno (si rischierebbe l’avvelenamento attraverso micro ferite del cavo orale, delle quali a volte non si conosce l’esistenza).
  • Per quanto riguarda il siero antivipera si usa solo ed esclusivamente (entro le 4 ore dal morso) se la terapia sintomatica non dovesse funzionare in quanto nella maggior parte dei casi provoca shock anafilattico mortale (soprattutto se iniettato 12 ore dopo il morso). 

 

Come già esposto, il paziente deve essere ricoverato e monitorato in una struttura che provveda ad instaurare una terapia atta a salvaguardare la vita del pet. Se l' intervento medico è rapido, ci sono buone possibilità che si superi la prima fase (acuta) dell' avvelenamento: la terapia intensiva ( e la conseguente prognosi) deve essere protratta per almeno 72 ore dal momento che alcuni disordini coagulativi ed alterazioni d'organo (per lo più a carico di reni e fegato) possono presentarsi diverse ore dopo il morso.