Sindrome cerebellare nel gatto

Sindrome o ipoplasia cerebellare felina

( a cura del dott. Caputo Luca )

Sindrome neurologica congenita o acquisita, non progressiva e non contagiosa, per la quale il cervelletto, che controlla la coordinazione motoria, è sottosviluppato. Il cervelletto è una struttura dell’encefalo localizzata caudalmente ai due emisferi cerebrali che ha lo scopo di monitorare e coordinare i movimenti, in modo da garantire la precisione nella loro esecuzione. In pratica la corteccia motoria dice al corpo come muoversi, ma nel frattempo il cervelletto mette a confronto questi ordini con ciò che arti e corpo stanno facendo in quel momento. In questo modo il cervelletto informa la corteccia degli errori commessi in modo che possa correggerli. Quando manca questo controllo, la corteccia elabora risposte in eccesso.

Tipici esempi sono:  la dismetria ipermetrica (esecuzione alterata dei movimenti volontari durante la deambulazione , che risulta sproporzionata: in pratica l’arto viene portato oltre il punto desiderato ) , la difficoltà nell’alimentarsi (la corteccia elabora le informazioni riguardanti la distanza tra il muso dell’animale ed il cibo, ma in assenza di una regolazione da parte del cervelletto, il movimento risulta essere troppo ampio ed il soggetto affonda il muso nell’alimento: a questo punto vi è un movimento inverso esagerato a causa del quale il capo viene portato troppo indietro. I movimenti di andirivieni che seguono, sono sempre più precisi fino al raggiungimento del cibo), tremori grossolani soprattutto a livello della testa (dovuto alla mancanza di regolazione cerebellare che costringe la corteccia ad inviare continuamente movimenti antitetici di aggiustamento). Questi tremori detti intenzionali, che si manifestano con il soggetto in movimento, devono essere differenziati da quelli con animale a riposo che sono patognomonici di una lesione al cervello anteriore (da “: Bernardini Marco, 2002 – Neurologia del cane e del gatto – Poletto Editore ). Altri segni tipici della sindrome cerebellare sono la difficoltà nel mantenere la stazione ( il soggetto presenta andatura da “marinaio ubriaco”: allarga la base d’appoggio, ha difficoltà nel mantenere la stazione e manifesta tremori  del tronco), andatura plantigrada (garretto, la parte dell'arto posteriore dei quadrupedi che corrisponde all'articolazione fra tibia e tarso, appoggiato a terra) , incoordinazione motoria , nistagmo (oscillazione ritmica e involontaria degli occhi ;non sempre presente), alterazioni propriocettive (la propriocezione, nota anche come cinestesia , è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto della vista. “Wikipedia”).

CAUSE

  •          Panleucopenia felina  o gastroenterite infettiva felina ( ++++ ), malattia virale altamente contagiosa causata da un parvovirus molto resistente nell’ambiente. Esiste una forma congenita ed una neonatale che si sviluppa entro i primi 2-3 mesi di vita: non tutti i gattini della stessa cucciolata vengono colpiti e spesso sono assenti sintomi riferibili ad altri organi. I soggetti più sensibili alla panleucopenia sono i felini giovani non vaccinati che se infettati, posson mostrare sintomi quali vomito, diarrea emorragica, ottundimento del sensorio, abbattimento, letargia e febbre. Questo virus sembra essere la causa più frequente di sindrome cerebellare nei gattini.
  •          Traumi ( +++ ) riscontrati dalla madre durante la gravidanza.
  •          Malattie infettive che posson interessare il sistema nervoso centrale e quindi anche il cervelletto: peritonite infettiva felina ( FIP ++ ), criptococcosi ( ++ sebbene il quadro clinico principale sia riferibile ad una sintomatologia respiratoria accompagnata da linfadenopatia sottomandibolare ), toxoplasmosi ( + ).
  •          Ipoplasia cerebellare congenita ( +++ ).
  •          Malattie da accumulo ( + ), ovvero patologie che comportano l’accumulo intracellulare di materiale non degradato con  conseguente degenerazione cellulare. Esempi: la sfingomielinosi dei siamesi  (raramente vengon colpiti i comuni europei) che si manifesta a 3-4 mesi di vita con deficit visivi e motori fino alla plegia e morte dei soggetti in questione; la mannosidosi che colpisce gatti persiani di 2-3 mesi di vita e comuni europei di 6-7 mesi: il decorso è progressivo e non vi sono cure a supporto della malattia.

Di fronte a tanti sintomi, ci si potrebbe chiedere se questa sia una vita “dignitosa” per un gattino o se fosse meglio porre fine a tante “sofferenze”. I felini affetti da sindrome cerebellare hanno la stessa voglia di vivere e giocare dei propri consimili sani: necessitano solo di padroni pazienti , pronti ad aiutarli laddove fosse necessario. Non esistono terapie risolutive per questa malattia e l’animale che ne è affetto mostrerà sempre difficoltà motorie e tremori ma imparerà ad adattarsi alla condizione in maniera sorprendente! Molti gatti affetti da ipoplasia cerebellare hanno un carattere estremamente dolce, sono molto affettuosi ed instaurano, generalmente,legami molto profondi  con le persone che se ne prendono cura. Questi animali meritano una chance perché son in grado di “donare” agli esseri umani una lezione di vita unica: nonostante la loro condizione, danno più di quel che ricevono chiedendo solo un po’ del nostro amore.

Bibliografia

  •   Wikipedia
  • " La sindrome cerebellare e la debolezza nel gatto”, D.Lotti, Veterinaria, Anno 9, n.1, Marzo 1995, SCIVAC.
  •  “Problems in small animal neurology”, Chrisman C.L., Lea & Febiger, 1991.
  •  “Neurologia del cane e del gatto”, Bernardini M., Poletto editore, 2002.
  • “Medicina interna del cane e del gatto”Nelson-Couto, terza edizione, Elsevier,2006.
  • “Parassitologia veterinaria”, Armour-Urquhart-Duncan-Dunn-Jennings, Utet, 2002.
  • “Malattie infettive del cane e del gatto”, C.E.Greene, A. Delfino Editore,2003.